Le stelle di Capo Gelsomino-inno alla libertà e all’amore

Si dice che tre sia il numero perfetto ed è forse per questo che Elvira Serra ci regala tre protagoniste nel suo nuovo libro “Le stelle di Capo Gelsomino” edizione Solferino. Lulù, Chiara e Marianna hanno un legame che le unisce e non è solo di parentela. È un filo sottile, impalpabile, ma allo stesso tempo resistente, universale che mai si spezza lungo tutta la narrazione. E’ l’indissolubile rapporto che tiene bene allacciate le radici di una pianta alla terra, che è nutrimento, ragione di vita, fermezza, culla sicura, la stessa nella quale si rifugia la voce narrante, Chiara, nipote di Lulù e figlia di Marianna. E’ l’ancestrale isola di Sardegna, teatro del racconto, ma è anche il ventre caldo di una madre, il rifugio del suo cuore e della sua anima.
Le figure femminili sono narrate da Elvira Serra con grande abilità e potenza. Sono donne capaci di scelta, indipendenti, con caratteri netti e ben delineati, a tratti ruvide e a tratti delicate e vulnerabili. Ciascuna di essa compie il proprio percorso di realizzazione. Non mancano però le domande esistenziali che si sedimentano in ciascun essere umano e fanno capolino mentre si osserva il cielo stellato di Capo Gelsomino o in coincidenza di un bivio della vita in cui la risposta diventa essenziale chiave di volta: Chi sono? Da dove vengo? Qual è il senso del mio esistere?
Sono i quesiti che Lulù, Chiara e Marianna si pongono e che anche il lettore si pone come un invito alla riflessione personale. E’ il senso del Mistero, di ciò che forse mai avrà una risposta.
Ma la bellezza che si scorge dalla lettura del romanzo della Serra è dettata anche da un grande grido di libertà e di capacità di amare, ciascuna protagonista a suo modo, ciascuna secondo tempi dettati dalla vita stessa. E non c’è costrizione o volontà di cambiare o plasmare secondo il desiderio di altri, c’è solamente una intenzione di seguire il progetto di essere artefici del proprio destino, anche se quel destino sembra prendersi gioco delle tre donne in un rincorrersi di episodi che feriscono, creano cicatrici, incomprensioni. Sono gli errori, le parole non dette, gli abbracci non dati, le lacrime versate nel silenzio di una stanza. E’ l’amore che nella sua più totale espressione si manifesta soprattutto in chiusura, dove la storia trova senso in quei risvolti non subito chiari al lettore, come se anch’egli, insieme a Chiara, che ci racconta la sua storia, abbia necessità di maturare la comprensione, la pienezza dei gesti e delle azioni, la risposta ai “perchè?”.
Le stelle di Capo Gelsomino è un romanzo ben riuscito, leggero e intenso, medidativo e rinvigorente, dove i personaggi maschili sono una spalla e presenza essenziali per Lulù, Chiara e Marianna, protagonisti a loro volta della bellezza del loro essere Donne.

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